Quando Pantagruele viaggia Parigi ha modo di visitare la biblioteca di San Vittore e di ammirare l'infinità di libri che contiene. Rabelais, riportando i titoli dei vari volumi (inventati o meno), non perde occasione per fare umorismo su di essi e alcuni hanno a che fare con la guerra.
<L'arnesaglia dei Presidenti;
Stratagemata francarcierii de Baignolet;
Franco Tapinus, De Re militari, cum figuris Tevoti;>
Il franc'arciere di Baignolet era un personaggio leggendario, il tipo dello spaccone codardo, ampiamente illustrato dalle farse popolari. Franc'arciere sta per arciere franco, ovvero un soldato a piedi o a cavallo così chiamato perchè affrancato dalle imposte, cosicchè fosse sempre pronto a entrare in guerra ad ogni chiamata del re.
Il riferimento al De Re militari scritto da un certo Franco Tapinus (sinonimo di misero, infelice) è un'allusione nonché satira verso gli svariati trattati medievali con quel nome tra cui l'opera scritta in latino attorno al 1450 da Roberto Valturio, consigliere di Sigismondo Pandolfo Malatesta di Rimini.
<L'invenzione della Santa Croce, a sei personaggi, riprodotta dai clerici più filoni>
Con l'invenzione della Santa Croce si allude, fingendo di parlare d'una sacra rappresentazione, all'opera di falsi monetari, capaci di riprodurre le monetine d'argento contrassegnate con una croce.
Le citazioni sono prese dal capitolo 7 del secondo libro, pagine 199-200
Elenco di riferimenti, allusioni e comparse della tecnologia in tutte le sue forme all'interno di "Gargantua e Pantagruele" (libri Primo e Secondo)
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lunedì 12 maggio 2014
lunedì 5 maggio 2014
Una pungente analogia
<-Potrebb'essere più brutta di Proserpina, ma avrà sempre, perdio, la sua ripassata, finché ci sono dei frati nei dintorni: com'è vero che un buon artigiano sa mettere in opera tutto quel che gli viene alle mani. Voglio restare impestato se non è vero che le troverete tutte gravide quando tornate a casa: perché dovrete sapere che anche soltanto l'ombra del campanile di un abbazia è feconda.>
("Gargantua", capitolo 46, pagina 132)
Rabelais attraverso le parole del personaggio Giovanni esprime la sua diffidenza nei confronti dei frati ma più in generale di tutta la classe clericale: secondo lui è sicuro che i frati si approfittino delle mogli dei soldati partiti in guerra. Usa una strana metafora che accomuna l'uomo di Chiesa a un buon artigiano che sa utilizzare e manipolare a suo beneficio ogni oggetto che si trova nelle sue mani.
La diffidenza nei confronti del clero è anche espressa poche righe prima con un esplicito riferimento ad Antoine de Tranchelion, abate di Saint-Genou e vicario generale del cardinal de Prie, noto per aver dissipato i beni dei suoi conventi, secondo Rabelais in bagordi.
("Gargantua", capitolo 46, pagina 132)
Rabelais attraverso le parole del personaggio Giovanni esprime la sua diffidenza nei confronti dei frati ma più in generale di tutta la classe clericale: secondo lui è sicuro che i frati si approfittino delle mogli dei soldati partiti in guerra. Usa una strana metafora che accomuna l'uomo di Chiesa a un buon artigiano che sa utilizzare e manipolare a suo beneficio ogni oggetto che si trova nelle sue mani.
La diffidenza nei confronti del clero è anche espressa poche righe prima con un esplicito riferimento ad Antoine de Tranchelion, abate di Saint-Genou e vicario generale del cardinal de Prie, noto per aver dissipato i beni dei suoi conventi, secondo Rabelais in bagordi.
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